Bici e treno, l’accoppiata vincente!

Dopo le prime, positive esperienze di ormai molti anni fa, mi è sembrato giusto rendere omaggio a un’attività che ha dato nuova linfa alla mia passione ciclistica: l’accoppiata bici+treno! Smessi ormai da un po’ di tempo i panni dell’agonista e con il trofeo Bonatti ormai in archivio, questa fantastica soluzione mi ha permesso di andare alla scoperta di percorsi nuovi di zecca.
Ma il bici+treno non è solo un modo per aprire nuovi orizzonti: rende infatti il ciclismo uno sport ancora più ecologico slegandolo completamente dall’utilizzo dell’automobile, annulla i problemi degli spostamenti su gomma (traffico, pedaggi autostradali, benzina, rischi di incidenti…), dà la possibilità di sfruttare (leggendo o studiando, ma anche guardando il paesaggio) i tempi altrimenti morti del viaggio e dulcis in fundo permette anche di contenere le spese!
Ci sono alcune cose da sapere per chi vuole cimentarsi nel bici+treno, e con l’esperienza accumulata sono ormai in grado di dare qualche consiglio che potrebbe risultare utile.
Prima di tutto conviene studiare tragitti che non prevedano partenze o arrivi nelle stazioni principali, perlomeno in periodi e orari di forte affollamento. Per quanto maneggevole, una bici limita i movimenti quando ci si trova in luoghi molto frequentati e magari si ha un po’ di fretta. Mi smentirò alla fine di questo pezzo ;-) Nel 2019, infatti, mi sono cimentato in un bici+treno di tre giorni che ha previsto il transito nelle stazioni di Verona, Bologna e Ancona! Ma tutto è stato facilitato dal fatto che per il cambio avevo oltre mezz’ora di tempo, più che sufficiente per fare le cose con calma, e che non era un periodo di alta stagione.
È importante programmare al meglio il viaggio, con un occhio di riguardo agli orari, che sono comunque chiaramente riportati sul sito di Trenitalia (www.trenitalia.com). Meglio stare abbastanza larghi con i tempi, soprattutto per quanto riguarda il ritorno, quando si è sudati e arruffati, visto che spesso mi sono trovato nella necessità, prima di risalire sul treno, di darmi una rinfrescata e mangiare qualcosa.
I convogli destinati al trasporto di biciclette montate sono i regionali e i regionali veloci (nonché gli Eurocity, che però non ho mai provato), ma non proprio tutti: mi è capitato di salire fiduciosamente su un regionale che da Verona andava a Vicenza e di essere accettato a bordo solamente perché semivuoto e grazie alla comprensione del capotreno. In questo caso infatti nessuna delle carrozze aveva uno spazio destinato alla mia due ruote.
Il trasporto della bici montata non è consentito invece sui treni di lungo percorso (intercity, Eurostar, treni freccia). In ogni caso sul sito di Trenitalia si possono ottenere tutte le informazioni necessarie. L’abilitazione al trasporto bici, in internet e sulla tabelle orarie affisse in stazione, è indicato da un apposito pittogramma.
Per chi utilizza la tratta del Brennero, la carrozza-bici è sempre quella a nord: meglio saperlo prima, piuttosto che dover risalire di fretta tutto il convoglio per raggiungere il vagone giusto!
Sui treni più datati si trova una carrozza che dispone di rastrelliere verticali, dove la bici viene appesa per la ruota anteriore all’apposito gancio. Mi capita talvolta di sistemarmi in qualche modo proprio lì; se il controllore ha qualcosa da obbiettare ci si può accomodare nello scompartimento vicino, potendo comunque tenere sott’occhio la bici grazie agli ampi finestrini delle porte divisorie. Su alcuni nuovi treni, invece, le cose si sono fatte più complicate, in quanto gli spazi bici sono a stretto contatto con posti a sedere e passeggeri in transito… come dire che se una cosa funziona ci si impegna a peggiorarla! :-/

La bici in treno sui vecchi convogli

La bici su alcuni dei nuovi regionali sulla linea del Brennero. I posti bici sono posizionati in corrispondenza di seggiolini ribaltabili, in promiscuità con i passeggeri, quindi se qualcuno si siede non si sa più dove posizionare la bici!

I portabici sulla linea dei regionali veloci Bologna-Taranto…

…ma se non disturba, si può anche lasciare la bici appoggiata alla meglio! ;-)

Il viaggio in treno, questo è risaputo, passa più velocemente se ci si dedica alla lettura. Ecco dunque che basta qualche pagina fotocopiata di un libro, magari uno di quelli che a casa non si trova mai il tempo di leggere, per dare un valore aggiunto alla nostra giornata!
Per quanto riguarda la bici, che sia una vecchia MTB o la specialissima da corsa, il rischio furto è remoto, ma non del tutto da escludere. Un antifurto a cavo (leggero, magari a combinazione per evitare di perdere la chiave del lucchetto…) può essere utile se ci si deve allontanare per qualche motivo; in alternativa è sufficiente tenere d’occhio il proprio mezzo durante le fermate. Inutile dire che gli oggetti importanti (soldi, documento, biglietti del treno, cellulare…) vanno tenuti con sé. Trovarsi senza biglietto, senza documenti e senza soldi a cento o più chilometri da casa non è certo una prospettiva esaltante! Per la massima sicurezza, io porto sempre con me anche il Bancomat: male che vada, sarò in grado di comprare una nuova bici o noleggiare un aereo per il rientro ;-)
Parlando degli oggetti che si portano con sé non si può non citare uno dei (pochi) difetti dello spostarsi in treno: non avendo un “quartier generale” dove lasciare un ricambio, acqua per rinfrescarsi eccetera, tutto l’armamentario, sia pur ridotto all’osso, deve trovare posto sul ciclista o sulla bici. Conviene dotarsi quindi di uno borsetta da applicare al telaio (ve ne sono di tutte le forme e misure), ma è chiaro che spostarsi quando fa freddo (soprattutto se si prevede di sudare molto) diventa un po’ problematico: si rischia di avere un bagaglio troppo ingombrante. Bici+treno, quindi, preferibilmente tra aprile e ottobre!
Talvolta nei miei viaggi opto per la bici da trekking: si tratta di una via di mezzo tra una MTB e una bici sportiva, è adatta anche allo sterrato leggero, è decisamente meno costosa e meno “delicata” della specialissima da corsa, sia per quanto riguarda gli eventuali graffi che dovesse riportare in treno, sia per le forature che rischiano di far saltare i piani della giornata.
Argomento biglietti: all’ultimo aggiornamento della pagina (2021) il giornaliero per la bici costa 3,5 Euro, acquistabile sia alle biglietterie tradizionali, sia a quelle automatiche (selezionando “altri servizi”), ma anche online selezionando “altre stazioni/opzioni” e poi “altri servizi”. Ipotizzando un viaggio di circa 200 km tra andata e ritorno, la spesa complessiva supera di poco i 20 Euro; aggiungendone un’altra manciata per un panino e una bibita l’importo totale risulta accessibile a chiunque!
Un’altra nota dolente del bici+treno può essere il sovraffollamento: non sono pochi infatti coloro (soprattutto germanici) che utilizzano questa soluzione per allargare i propri orizzonti ciclistici. Se da una parte questo può permettere di scambiare quattro chiacchiere con dei “colleghi”, dall’altra può diventare spiacevole viaggiare in situazioni limite, costretto in piedi, stanco e sudato. Il regolamento prevede addirittura che il capotreno possa impedire la salita ad altri ciclisti quando l’apposita carrozza è già piena; anch’io sono stato “vittima” di un caso del genere, ma la cosa si è risolta in tutta tranquillità con l’arrivo del regionale successivo 20 minuti dopo. Per questo io prediligo i mesi primaverili e quelli autunnali (e gli orari senza pendolari): accade talvolta che mi trovi a disporre di una carrozza tutta per me, cosa potrei chiedere di più? :-)
Fin qui ciò che riguarda il “bici+treno” tradizionale, quello disponibile, come detto, sulle tratte regionali e interregionali. Altro paio di maniche è smontare la bici e riporla in una sacca apposita. In questo caso potremo trovare posto anche sul Frecciarossa (senza pagare supplementi, in quanto la bici smontata viene equiparata a una normale valigia) e gli orizzonti si amplierebbero a dismisura… ma si pone il problema del luogo in cui lasciare la sacca (magari al deposito bagagli?) e non va trascurato il fatto che, per quanto pulita possa essere, le operazioni di montaggio/smontaggio del mezzo comportano normalmente qualche segnaccio di unto sulle mani. Un compromesso l’ho provato nell’aprile 2018, quando ho viaggiato su treni veloci noleggiando la bici sul posto. In quell’occasione scesi a Cattolica, dove mi aspettava uno dei tanti negozietti che noleggiano bici ai turisti. Mi procurai un’ottima bici da donna con un capiente cestino e pedalai fino a Fano (passando ovviamente per Casteldimezzo :-)), per poi tornare sui miei passi il giorno dopo.
Ma il bici+treno più bello (almeno per ora…) l’ho realizzato nell’aprile 2019: oltre 1000 km di spostamenti in tre giorni, ben 8 cambi di treno e tre belle pedalate. L’avventura è iniziata alla stazione di Riccione dopo un viaggio, bici al seguito, tutto sommato confortevole con cambi a Verona e Bologna ed è proseguita il giorno dopo con altri due treni, con cambio ad Ancona e destinazione finale a Porto Recanati. Poi, il giorno dopo, il viaggio al contrario. Il tutto inframezzato, ovviamente, dai tratti pedalati e da due notti trascorse comodamente in hotel: non rinuncerei mai, dopo la fatica, a una bella doccia e a un letto comodo!
Un’altra bellissima esperienza è stata quella del giugno 2020. Questa volta ho scelto di portare con me sul treno, fino a Gabicce, la bici da corsa. Sono stati tre giorni veramente intensi, vissuti pedalando con vista mare. Di meglio non potevo chiedere. L’andata, con due cambi, è filata liscia come l’olio. L’ampio margine di tempo tra un arrivo e la partenza successiva ha reso il viaggio tranquillo e rilassante, cosa a cui ha contribuito anche il bagaglio ridotto al minimo (uno zaino e nulla più). A Verona, avendo due ore di tempo, ho percorso la ciclabile che porta a piazza Bra e mi sono fatto un selfie davanti all’Arena… viaggiando in auto mai e poi mai avrei potuto prendermi un lusso del genere! Alle 16:25 sono sceso dal treno a Cattolica e alle 17, dopo una breve sosta in albergo, ero già in bici ;-) Il ritorno è stato un po’ più problematico, nonostante un solo cambio. Tra Cattolica e Bologna lo spazio, sia per le bici che per i viaggiatori, era piuttosto risicato. In più ho notato che si fa sempre più largo tra gli extracomunitari che fanno la spola tra le stazioni toccate dai treni regionali l’abitudine di portarsi appresso vecchi catenacci, che sistemano alla meglio. È capitato che uno di questi venisse appoggiato alla mia bici, non essendoci altri posti a disposizione. Per fortuna non sono “fissato”, perché il rischio di uscirne con un graffio c’era (ma devo dire che il ragazzo ha dimostrato una certa attenzione). Il bici+treno, quindi, non è adatto a chi ha un atteggiamento, diciamo così, particolarmente protettivo (e non sono pochi) verso la propria specialissima. Dopo Verona c’è stato un guasto e la linea del Brennero è rimasta bloccata nei due sensi per diverso tempo, tanto che il ritardo finale ammontava a quasi due ore. Mi consolo con il fatto che, se mi fossi trovato su un Freccia, non sarebbe cambiato gran che, a parte il fatto che non avrei avuto con me la bicicletta. Anche in questa occasione mai avrei scambiato questa esperienza con una noiosa, stressante, anti-ecologica e pericolosa trasferta in automobile!
A fine aprile 2021, non appena è stato possibile spostarsi nuovamente tra regioni diverse, ho ripetuto la tre giorni a Cattolica. Questa volta, viste le previsioni meteo, ho portato con me una bici da trekking, e infatti nei tre giorni di pedalate ho preso un sacco di acqua. Ma il viaggio è andato alla grande, sia all’andata che al ritorno. Non un ritardo, non un inconveniente. Treni di varia fattura, ognuno con una diversa sistemazione delle bici. Sarebbe bello ci fosse uno standard, in modo da non dover individuare ogni volta la carrozza bici. Ma i pittogrammi apposti sulle vetture rendono la cosa piuttosto semplice.
Concludo con la considerazione che la qualità del servizio di Trenitalia è in miglioramento: pian piano, pur con alcune contraddizioni, la bici sta guadagnando il posto che le spetta!

La bici in treno 2021 ;-)

Ricapitolando:
VANTAGGI del bici+treno: ecologico, sicuro, economico, stimolante.
DIFETTI: mancanza di appoggi esterni… ma questo può dare un pizzico di avventura in più al nostro viaggio ;-)
UN SUGGERIMENTO: l’utilizzo delle scarpe da MTB permette di camminare agevolmente, soprattutto quando si ha fretta, e di salire/scendere dal treno senza rischiare l’osso del collo! ;-)
Sulle pagine della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, di cui io sono un affiliato) si trovano interessanti pagine con mille informazioni sull’argomento.

Ci si può rifare anche al sito Trenitalia.

Consultate anche il sito dedicato all’argomento che ho creato con Google Sites!

BUON BICI+TRENO A TUTTI!

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Una risposta

  1. Franca ha detto:

    Fantastico

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