Da Rivoli a Bussolengo, la ciclabile perfetta!

In occasione di uno dei miei “bici+treno” ho scoperto quella che per me è la ciclabile perfetta. Perché coniuga bici e natura in un contesto che offre scorci veramente pregevoli!

Il giudizio risente ovviamente di un po’ di soggettività ;-) ma ciò che offre la parte di ciclabile dell’Adige tra Rivoli Veronese e Bussolengo è proprio quello che io cerco: la possibilità di pedalare lontano dal traffico su un percorso sempre vario che si svolge in un territorio interessante.
Si tratta, come detto, di un segmento non particolarmente lungo (una ventina di km circa), con un dislivello modesto e quasi completamente separato dal traffico. Ne sono rimasto entusiasta per gli spunti naturalistici, per il percorso ondulato della prima metà e per il finale leggermente rilevato sulla valle dell’Adige, di cui si gode una bella vista panoramica.
Il tragitto completo, coperto nel maggio 2021, è visibile grazie a Strava a questo link. Sono sceso dal treno ad Ala e ho imboccato la ciclabile che costeggia la sponda destra dell’Adige. Fino all’ingresso nel comune di Rivoli (attraverso Avio, Borghetto, Brentino e altre piccole località) il percorso non è piatto come ci si potrebbe aspettare e più di una volta ci si trova ad affrontare bizzarri ghirigori. Pur offrendo alcuni passaggi ombreggiati e piacevoli tratti lungo il canale Biffis, non ho apprezzato questi andirivieni. Si finisce infatti per percorrere più chilometri del necessario, si è costretti a superare alcuni (inutili) strappetti e si corrono dei rischi negli attraversamenti della Provinciale a causa degli immancabili automobilisti che sopraggiungono a velocità elevate. Dopo circa 25 km da Ala ci si inoltra nella campagna, e qui il rischio è quello di incrociare un trattore lungo alcune serpentine ondulate (a me è successo). Insomma, tra Ala e la località Canale, in vista di Rivoli, la ciclabile ha bisogno di diverse migliorie!
Con un ultimo tratto, finalmente diritto e pianeggiante, siamo in vista del forte di Rivoli. Dalla stazione di Ala abbiamo percorso circa 30 km.

Verso il forte di Rivoli

Qui inizia la parte che è oggetto di questo articolo. La ciclabile si inerpica lungo il Monte Castello, sui cui sorge Rivoli Veronese, e dopo un breve tratto con buona pendenza offre un tornante da cui si gode di una spettacolare vista sulla bassa Lagarina. Giunti all’ingresso del paese, una svolta a sinistra (su via Traversa Castello) ci dà l’opportunità di dirigerci verso il Forte di Rivoli. Il fondo stradale diviene presto sterrato. Peccato che in occasione del mio passaggio (maggio 2021) l’accesso (dopo qualche centinaio di metri in salita) fosse sbarrato da un cancellaccio arrugginito. A giudicare dalle immagini che ho trovato in rete la vista da lassù non deve essere niente male, ma non ho potuto verificarlo di persona.

La vista sulla chiusa di Ceraino dalla strada che porta al forte

Tornato sulla ciclabile ho attraversato Rivoli e seguendo le indicazioni per le bici mi sono trovato presto in un percorso immerso nel verde, tra salitelle e brevi discese molto piacevoli. Ciò che ho trovato interessante è che questo ambiente è di origine glaciale: la parte terminale del ghiacciaio dell’Adige, che proprio in quella zona ha sostato per migliaia di anni, ha depositato un’enorme quantità di detriti (morene frontali e laterali) che hanno dato vita a questo paesaggio collinare, un “anfiteatro morenico” in gergo tecnico. Qui possiamo trovare materiale (granito, porfido…) che il ghiacciaio atesino trasportò durante le ere glaciali Riss (da 200.000 a 130.000 anni fa) e Würm (da 110.000 a 12.000 anni fa circa) da località poste decine e decine di km più a nord. L’anfiteatro morenico del Garda, di cui fa parte anche quello di Rivoli, è il più grande ed il più regolare a sud delle Alpi e si sviluppa a semicerchio per circa un centinaio di chilometri da Salò passando per Valeggio e arrivando fino a San Zeno di Montagna.
Tornando al percorso ciclistico, va detto che la distanza coperta da questo “mangia e bevi” è modesta, un paio di km circa, ma l’occhio dell’appassionato di geologia è rimasto più che appagato, tra scorci panoramici e morfologie tipicamente periglaciali.

La ciclabile nella parte più interessante che attraversa l’anfiteatro morenico

A questo punto si inizia a scendere… la ciclabile, non particolarmente larga, diventa piuttosto ripida. Un tornantino molto stretto va fatto a bassa andatura perché molti sono i ciclisti in transito, soprattutto nella bella stagione. Si scende ancora un po’, quindi nei pressi della località Gaium ci troviamo in pianura, e rivediamo anche il canale Biffis che sbuca da una delle tante gallerie sul suo percorso. Il cambio di paesaggio è improvviso: dalla boscose colline moreniche ci si trova al cospetto della pianura, a costeggiare il canale Biffis, che si rivela essere una sorta di fil rouge del percorso. L’ambiente è bello, verde, la ciclabile curata e con un camminamento separato con i pedoni (ci vuole!) e con alcuni caratteristici ponticelli in legno.

Da qui a Bussolengo (poco più di 10 km) ci troviamo a pedalare su un percorso completamente pianeggiante, ma con una particolarità: esso si trova su un terrazzamento leggermente rilevato e questo ci permette di godere di una vista panoramica verso la valle dell’Adige ed i monti Lessini. Un valore aggiunto che rende la pedalata molto piacevole!
Al termine del tratto ciclabile, a poco più di 45 km dalla stazione di Ala, siamo in prossimità di Bussolengo; per procedere verso sud e continuare verso il mare bisognerebbe attraversare il paese e puntare il lungo Adige. Io invece ho svoltato in direzione Pastrengo per dirigermi verso il Garda e chiudere poi un anello fino alla stazione di Domegliara.

L’imbocco della ciclabile nei pressi di Bussolengo

Ci saranno altre occasioni per avvicinarmi ancor più al mare e, perché no, per raggiungerlo ;-)

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