Dialogo tra biciclette

Nel luglio 2022 mi sono regalato una breve vacanza sui Monti Lessini. Ci sono andato (serve dirlo?) pedalando, con la tecnica del bikepacking: tutto quello che serve deve trovare posto in borse e borsette piazzate sulla bicicletta. Io, minimalista per definizione, ho portato con me ben poco e quel poco è risultato comunque troppo.
Ma l’argomento di questo pezzo è un altro. L’idea è nata al rientro, quando ho riposto in garage la bici che mi ha accompagnato in quei tre spensierati giorni. Affiancandola alla bici da corsa, mi sono immaginato un curioso dialogo tra velocipedi dopo aver spento la luce e chiuso la porta, un dialogo grazie al quale potrò descrivere il viaggio ed esprimere emozioni e sentimenti…

“Ciao, bentornata, eh”!
“Ciao a te… ti sono mancata?”
“Figurati… è che che stare qui ferma giorni e giorni mi stufa non poco. Mi chiamano cavallo d’acciaio (a parte che sono fatta di carbonio) e poi mi tocca mordere il freno. Divento matta a stare ferma!”
“A chi lo dici!”. Fortuna che Marco in questi giorni mi ha fatto girare un bel po’, abbiamo visto un sacco di posti!”
“Noooo, dai, racconta! Dove siete stati?”
“Mettiti comoda, che ti dico ;-)”
“Spiritosa… sono giorni e giorni che sono qui comoda :-(”
“Da quello che ho capito, Marco aveva l’intenzione di portare te al mare, a Casteldimezzo (che novità!), poi lo spauracchio del caldo e della ressa gli ha fatto cambiare idea.”
“Maroooo!!! Peccato! E quindi?”
“Siamo stati in montagna :-)”
“In montagna? E dove? Marco non ama la montagna!”
“Suppongo che in passato abbia portato anche te in Lessinia, no?”
“Certo, la Lessinia! Sì che ci siamo stati, cosa credi? Non vai mica in giro solo tu, eh!”
“Vabbè, stavolta ha portato me :-D In quanto bici da trekking, sono la più adatta a trasportare borse e borsette per un viaggio in bikepacking!”
“Ah, OK, non avevo speranze, allora… Ma il treno?”
“Quello lo abbiamo preso solo al ritorno. Nel viaggio di andata io e Marco ci siamo sciroppati 131 km da Bolzano a Sant’Anna d’Alfaedo. Poche e brevi soste in valle, poi 10 km di salita nel finale sotto il sole di luglio… scottavo!”
“Un po’ inconsueto per lui, che di solito uno strappo in treno se lo concede sempre…”
“Già, ma devo ammettere che stavolta è stato proprio bravo. L’ho sentito borbottare qualcosa in zona Rovereto, credo sia stato tentato di saltare direttamente a Peri, ma ha prevalso l’orgoglio.”
“E poi, siete rimasti lì, a Sant’Anna?”
“Sì, la notte ci siamo fatti una sonora ronfata in un albergo molto carino e il giorno dopo, quello del suo compleanno, l’ha passato insieme a me, soli soletti…”
“Dai, non farmi arrabbiare, vai avanti!”
“Ci siamo fatti un giro cicloturistico della Lessinia, che meraviglia! Partiti da Sant’Anna siamo passati per Erbezzo, Bosco, per arrivare a Velo Veronese. E qui è iniziato il bello…”
“Ovvero?”
“Ehhh, tu in qualità di bici da corsa non potrai mai vedere quel posto :-P Siamo saliti, in buona parte a piedi, al Monte Purga per guardare il panorama a 360 gradi che si gode da lassù. Peccato che Marco mi abbia lasciato a pochi passi dalla sommità, ma in effetti stava diventando difficile anche spingermi”
“Insomma il Monte Purga è precluso anche alle bici da trekking :-P”
“Solo invidia la tua! Mi sono goduta comunque un panorama fantastico. E Marco non mi ha mai persa d’occhio.”
“Va bene, va bene, e poi?”
“Siamo scesi a Velo lungo i prati, con qualche brivido a dire la verità, e dopo una bella sosta panino abbiamo imboccato la salita per il passo del Branchetto, non prima di una breve deviazione per buttare un occhio sulla valle delle Sfingi… anche lì tu avresti fatto fatica ad arrivare, sai? ;-)”
“Uffiii!”
“Suvvia, tornerà anche il tuo momento… quando siete stati in Liguria non sai quanto ho rosicato! :-/”
“Però sull’Argentario c’eri tu!”
“Va beh, dai, non facciamoci il sangue cattivo. So che Marco ha in serbo altri progetti, ci saranno altre occasioni per entrambe.”
“OK… sul Branchetto ci siete arrivati?”
“Eccerto, che ti credi? Io ero tirata a lucido e Marco lo vedevo canticchiare e sorridere nonostante la salita. Era felice. Abbiamo un gran potere su di lui, noi ;-)”
“Già, credi che non me ne sia accorta? A volte, quando viaggiamo in treno, mi stringe come se fossi la sua compagna. Io credo abbiamo la capacità di riempire un vuoto che altrimenti sarebbe enorme. Tu pensi che un pezzo di carbonio possa… fare compagnia???”
“Non sottovalutarti. Con noi Marco ha condiviso mille esperienze e riempito un bagaglio enorme di ricordi belli. Io credo che qualunque cosa su cui venga riversato un sentimento sincero abbia dignità, un po’ come se fosse un essere vivente.”
“Hai ragione… io intuisco, per esempio, quando pensa a suo papà. Lo capisco perché sento cadere una lacrima. Mi fa una gran pena in quei momenti. In qualche modo, da quando non c’è più suo padre, noi siamo una sorta di tramite, un modo per rivivere almeno per un momento i tempi belli.”
“Torniamo al nostro viaggio, dai. Dopo la Valle delle Sfingi abbiamo visto la Conca dei Parpari, Malga San Giorgio e poi abbiamo toccato la cima Coppi di giornata, il passo del Branchetto a quasi 1600 metri di quota. Scesi a Bosco, siamo rientrati lungo la strada dell’andata compiendo un bel giro di 80 km con 1800 metri di dislivello”
“Che invidia… ma sono contenta per voi. E il giorno dopo?”
“Il giorno successivo è stato quello del rientro. Ma non abbiamo fatto il tragitto al contrario per rientrare a casa, che senso avrebbe avuto? Noi bici serviamo a girare il mondo, non certo a vedere sempre le stesse strade e le stesse facce.”
“Giusto, ottima considerazione, e quindi?”
“Ci siamo fatti la traversata dei Lessini da Sant’Anna a Bolca, un continuo su e giù, dentro e fuori. Il panorama cambiava continuamente: bello! A Bolca, dopo una doverosa sosta al Museo dei fossili, ci siamo buttati a capofitto giù per la val d’Alpone. Finalmente una bella discesa! Però ha cominciato a fare caldo… a San Bonifacio, in pianura, era tutto secco e le fontane desolatamente fuori uso. Fortuna che avevamo fatto scorta d’acqua a Bolca.”
“Suppongo che a San Bonifacio abbiate preso il treno…”
“Eh no, Marco ha voluto chiudere in bellezza! Abbiamo fatto partire Komoot, che ci ha guidato per strade secondarie e ciclabili fino alla stazione di Verona. Altri 30 km con un caldo spaziale, ma è stata un’esperienza interessante, sicuramente da ripetere.”
“OK… ho capito che vi siete divertiti come i matti. Ma la prossima volta ci vado io in vacanza con lui, eh!”
“Vedremo, vedremo ;-)”

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