Io e le nuvole

Lo dico da sempre: adoro il mare, mi piace lasciare che lo sguardo si perda dove il suo azzurro si confonde con quello del cielo, è fantastica la serenità che mi infonde… ma lo amo anche perché offre un punto di vista ideale verso le nuvole! Non credo che per un appassionato di meteorologia possa esistere un luogo di osservazione migliore: dinnanzi al mare l’occhio è libero di spaziare a piacimento e l’enorme massa d’acqua garantisce scorte di energia sufficienti per mille effetti scenografici, dai più innocui a quelli di violenza impressionante.
In questo pezzo voglio raccontare il pomeriggio trascorso sulla costa romagnola giovedì 10 luglio 2014, che mi ha regalato una placida ma spettacolare sfilata di cumulus e cumulonimbus. Durante quelle due piacevolissime ore ho potuto osservare una vasta gamma di nubi accessorie, alcuni rovesci intervallati da brevi schiarite e un bellissimo arcobaleno. Voglio descrivere quanto è successo in modo che ne rimanga il ricordo, perché questa è vita: sgranare gli occhi e gioire come un bambino dinnanzi alle meraviglie del cielo.

Le sedici e trenta: è la terza volta che rientro in casa e sono nuovamente a scrutare l’orologio, quasi avessi uno di quegli appuntamenti a cui non si può mancare. Strano pomeriggio estivo, questo. Sono al mare, eppure sembra di essere in montagna: cielo cupo, vento fresco e pochissima gente in spiaggia. Ma io del comune vacanziero ho gran poco: non lo confesso volentieri per evitare inutili discussioni, ma a me una giornata di sole non dice molto. Preferisco di gran lunga gustarmi lo spettacolo delle nubi che corrono e crescono nel cielo e, perché no, anche qualche fuoco d’artificio naturale, come i temporali marittimi e le trombe marine. Robe da palati fini che dalle mie parti, in mezzo alle montagne, si possono vedere solo grazie a internet.
È per questo che, nonostante sia appena rientrato in casa dall’ennesima meteo-ricognizione, mi sento un leone in gabbia: le condizioni per qualche fenomeno meteorologico di rilievo ci sono tutte, dalla discesa di aria fredda dalla Groenlandia alla depressione sul medio Adriatico che mantiene “allegra” l’instabilità atmosferica. A dire la verità per oggi potrei già dirmi soddisfatto: per la prima volta nella vita, a 47 anni suonati, ho potuto assistere allo sviluppo di alcune trombe marine; attendere tanto per un fenomeno meteorologico poco più che normale, questo è lo scotto da pagare per chi vive nel bel mezzo delle Alpi! Erano imbuti lontani, per la verità, e sono rimasti visibili solo per alcuni minuti; eppure sono bastati per scatenare l’entusiasmo non solo mio, ma anche quello delle mie bimbe, che qualche passione con il papà dovranno ben condividere!

Resisto in casa qualche altro minuto, passando da una finestra all’altra, poi l’ennesimo “esco un attimo” alla famiglia. Una corsa giù per le scale e sono ancora dinnanzi al mare, nello stesso punto da cui, alcuni giorni prima, era sopraggiunto a velocità incredibile un curioso fenomeno. Non era un normale rovescio di pioggia… era come se un gigante munito di innaffiatoio fosse impegnato a dare acqua al suo giardino! La pioggia formava una specie di striscia che avanzava compatta: goccioloni enormi sulla tua testa, mentre poche decine di metri più in là la spiaggia era asciutta! E in pochi istanti la situazione si capovolgeva. Non penso di aver mai sorriso tanto sotto un acquazzone.
Mi fermo sul pontile: davanti a me una selva di nubi cumuliformi che avanza compatta, come un battaglione a ranghi serrati. Le nubi più interessanti sono quelle a est sud-est, perché in esse è evidentissimo il forte richiamo di aria calda e umida che dà luogo a una sorta di protuberanza alla base, chiamata in gergo “lowering”. Si tratta, intendiamoci, solo di un abbozzo, che farebbe sorridere gli “storm chaser”, i cacciatori di tempeste che solcano le pianure americane (ma ultimamente anche la Val Padana) alla ricerca dei temibili tornado. A me per ora basta e avanza: perché dalle mie parti le speranze di vedere anche il più piccolo lowering sono quasi zero!
E non ci sono solo le protuberanze a dare spettacolo: i rovesci sparsi qua e là danno vita a un arcobaleno pressoché completo, che si potrebbe definire “semipermanente” dato che in seguito continuerà a rigenerarsi più o meno nella stessa posizione. In più è evidente che alcuni dei cumulonembi sono riusciti ad aspirare più aria calda e umida dei loro “vicini”, crescendo a loro spese e condannandoli a divenire semplici elementi di contorno. Ma guarda che roba, anche le nubi sanno essere prepotenti!
Spinti dalle correnti in quota, la schiera di cumulonembi si ingrossa e si avvicina, e in pochi minuti si passa da qualche sparuta goccia a un bel rovescio. Mi accovaccio sotto l’ombrellino che ho portato con me e me ne sto lì, riparato alla bell’e meglio dai goccioloni che picchiano sulla tela e dagli spifferi d’aria frizzante che penetrano dappertutto… che belle sensazioni e che meraviglia di giornata! L’aria profuma di mare e di fresco, l’arcobaleno è sempre lì, la spiaggia è tutta per me… ma che cosa potrei chiedere di più?
D’un tratto smette di piovere. Sopra di me si apre addirittura uno squarcio di azzurro; che sia tutto finito? Difficile, perché il mare ha riserve di energia enormi! E infatti ho appena il tempo per godermi il tepore di un raggio di sole ed ecco laggiù, verso nord, un nuovo battaglione di congesti in rapida crescita! Sembrano enormi mucchi di panna montata e puntano la spiaggia: ci risiamo! Quando mai potrei stancarmi di uno spettacolo del genere?
In meno di quindici minuti il ciclo si ripete, riprende a piovere e io di nuovo sotto l’ombrello a ripararmi per quanto è possibile, con la voglia, se devo dire la verità, di buttare quell’ingombrante strumento e mettermi a correre per godermi al meglio lo show. Non lo faccio perché sono vestito in borghese, con portafoglio e telefonino nelle tasche, ma l’ho fatto in altre occasioni e lo farò ancora tante e tante volte, su questo non c’è dubbio.
Aspetto che smetta, spunto fuori dall’ombrellino ed ecco una nuova linea di congesti all’orizzonte nord: pazzesco! Ma cosa avranno da agitarsi tanto? Forse tra loro si è sparsa la voce che un povero appassionato di meteorologia si sta giocando le ultime carte prima di trascorrere l’ennesimo, soporifero inverno stretto tra le Alpi! Che sia davvero così? Beh, mi piace pensarlo, e devo dire che le amiche nuvole ce la stanno mettendo tutta per convincermene! Piove di nuovo e l’arcobaleno è sempre lì, con un’estremità che tocca il mare e l’altra che immagino sfiorare il mio adorato Casteldimezzo.
È in questi momenti che ti rendi conto di quanto sia facile essere felici…



IO E LE NUVOLE: EPISODIO 2, 19 SETTEMBRE 2021

Dopo oltre 7 anni ho potuto finalmente rivivere quelle emozioni, sempre a Misano Adriatico. La configurazione meteorologica questa volta si è rivelata un po’ diversa, con un passaggio instabile sulle regioni del Nord e uno strascico di fenomeni sull’Italia centrale e sulla costa romagnola. Non c’erano le condizioni per fenomeni particolarmente intensi, ma l’energia disponibile a fine settembre è tanta perché il mare è molto caldo. Qualche sorpresa, quindi, era possibile…

Prima delle 7:30 sono già in spiaggia, a fotografare un imponente cumulonimbus incus che sul mare, a oltre 100 km di distanza, dà bella mostra di sé, anche con fulminazioni. Fossero tutti così i buongiorno ;-)

Un temporale di prima mattina? Niente di strano, si tratta di un temporale marittimo, di quelli che con l’autunno entrante si sviluppano durante la notte sul mare, che diventa sede di una bassa pressione relativa.
Il cumulonembo sfila velocemente verso sud lasciando spazio ad una giornata mite e soleggiata, cosa che mi concede il tempo per una bella pedalata sulla Panoramica, fino a Fano e ritorno. Scoprirò poi che quel giro in cui ho fatto una scorpacciata d’azzurro sarà solo l’antipasto di un menu decisamente appetitoso.
Una doccia, un frugale pasto e nel pomeriggio eccomi nuovamente in spiaggia, a scrutare il cielo. L’aspettativa è tanta, forse troppa, ma non potrebbe essere altrimenti per un cloudspotter che passa gran parte della sua vita a guardare un orizzonte mutilato :-/
Il sole è sparito dietro alle nuvole e la temperatura è piacevolissima. La stagione calda è ormai passata, lo si vede anche dal numero di persone in giro. Sarò strano, ma io adoro questa atmosfera vagamente malinconica ;-)
Direi che si mette bene, perché quelli che nel primo pomeriggio erano dei modesti cumulus humilis hanno deciso di diventare grandi. Il bello è che, a differenza dei parenti “montani”, di questi si intuisce benissimo la posizione della “bocca”. Eh già, perché per crescere questi “esseri” (come tutti gli esseri) hanno bisogno di cibo, che in questo caso si chiama acqua allo stato gassoso. Quando entra nel “corpo” della nuvola l’acqua passa allo stato liquido, sotto forma di minutissime goccioline.
Questo esemplare verso sud-est ha un aspetto decisamente interessante.

È chiaro tra l’altro che i congesti si stanno spingendo piuttosto in alto, dove la temperatura è molto al di sotto dello zero. Sulle loro sommità, infatti, non mancano pennacchi ghiacciati e sbuffi che sembrano fatti di polvere di diamante. A essere pignoli, i manuali di meteorologia insegnano che quando c’è ghiacciamento si è già verificato il passaggio al genere cumulonimbus. È una regoletta che talvolta genera qualche grattacapo, ma direi che in questo caso ci siamo.
OK, bella la scenografia, ma la direzione di moto non è quella giusta. Anche questo cumulonimbus sfila verso sud seguendo beffardamente la linea di costa e se ne va verso Pesaro, non prima di regalarmi un maestoso arcobaleno a 180 gradi, che da solo varrebbe il prezzo del biglietto :-P

Osservo la mia adorata Panoramica finire sotto le precipitazioni, e sono felice perché era ora che un po’ d’acqua la bagnasse… lo spauracchio del disastro incendio del 2017 mette ancora tanta paura!
È a nord però che bisogna guardare, da lì potrebbe arrivare qualcosa di buono. E proprio in quella direzione una nuova linea di congesti ha deciso che sì, lo spettacolo può andare avanti: uno, due, tre nuvoloni si stagliano all’orizzonte, tutti provvisti ovviamente del loro abbassamento alla base, quello non manca mai. La famosa “bocca” di cui parlavo prima ;-)
Poi capita qualcosa che nei libri di meteorologia non si può trovare, perché è una situazione troppo fuori di testa… gli abbassamenti, che noi contemplatori di nubi chiamiamo lowering, si staccano dalle rispettive nubi madre e si incamminano tutti insieme verso il mare!
Ma che roba è mai questa? Una palese violazione dei principi base della nefologia, una ribellione in piena regola! Ma non basta: l’intreccio delle correnti alle diverse quote modella gli ormai ex-lowering, intenti a fare il trenino, a mo’ di Kelvin Helmoltz… ma daiiiii! Resto lì, tra l’attonito e il divertito, a chiedermi cosa si inventerà ancora Madre Natura, non saprei davvero di cosa potrei ancora stupirmi!

E la nuova sorpresa non tarda ad arrivare… tra l’altro spiega anche perché i lowering stessero giocando ad acchiapparella: erano entrati nel campo di attrazione di un enorme cumulonimbus arcus che si profila al largo di Rimini e che si mette a solcare il cielo. Che roba, sembra quasi che si stia svolgendo una parata militare con la nave ammiraglia che, dopo il passaggio degli incrociatori, mette in mostra tutta la sua potenza.
Dalla mia posizione vedo nettamente la struttura ad arco, la shelf cloud, che avanza incurvandosi nella direzione di moto e le precipitazioni che cadono (mannaggia!) quasi tutte sul mare. Guardo il bestione a occhi sgranati, come un bimbo davanti al suo cartone animato preferito, mentre le sue spire più esterne si divertono ad innaffiarmi con qualche bel gocciolone. Ma sono attrezzato bene, e le due giacche a vento svolgono egregiamente il loro lavoro. E comunque non me ne andrei certo nel clou dello spettacolo!
Quanto sarò stato a seguire con lo sguardo quel cumulonimbus, provvisto di arcobaleno personale, correre parallelamente alla costa? Venti minuti? Forse anche di più.
Il fatto che si tratti di una struttura molto ben organizzata me lo conferma poco dopo la flanking line, una linea di piccoli congesti posti lungo la fascia di aspirazione dell’aria calda e umida della torre principale. Lungo quella linea, fino a che le condizioni lo permetteranno, cresceranno i “figli”, che sostituiranno la “madre” quando essa comincerà a perdere vigore.
A furia di sospiri e considerazioni più o meno scientifiche mi dimentico di scattare una foto… ma l’importante è viverli, quei momenti ;-)

Non ci posso credere, non è finita. Altro bolle in pentola, lo capisco da uno sguardo allo smartphone. Il radar di Arpa Emilia Romagna indica una linea di precipitazioni rosso acceso che sta scavalcando l’Appennino e punta la bassa Romagna. Stavolta l’obbiettivo sembro essere proprio io! All’orizzonte nord-ovest inizio ad intuire una linea scura, dopo qualche minuto è evidente che si tratta di una nube a mensola che annuncia le precipitazioni.
Fine della festa? È giunta l’ora di un rovescio di pioggia, di quelli che azzerano la visibilità e costringono a una precipitosa fuga verso casa?
Pochi minuti e arriva la risposta: non ci sarà nessuna ritirata, la shelf si spacca in due tronconi che prendono direzioni diverse mentre l’area delle precipitazioni si affievolisce… eh già, come ho fatto a non pensarci, nella sfilata odierna mancava una roll cloud e qui ce ne sono addirittura due! Me le gusto avvicinarsi a gran velocità, quella che giunge sopra la mia testa sembra meno accentuata, l’altra si presta magnificamente ad essere fotografata, peccato che la strumentazione sia poco più che mediocre e il fotografo pessimo…

Seguo la roll più bella andare a confluire nel cumulonimbus sul mare… che roba, sembra un rendez vous tra due amanti che si sono dati appuntamento sulla Panoramica, magari proprio a Casteldimezzo… sospiro…
Gocciola nuovamente, ma potrebbero essere benissimo le mie lacrime di gioia, non penso di aver mai ricevuto così tanti bei regali tutti insieme.
E c’è anche il gran finale: un tramonto arancione che più arancione non si può, con i raggi del sole che filtrano dietro all’ennesimo congesto, un pigrone giunto in provvidenziale ritardo che mi concede l’ennesima meraviglia.

Tre favolose ore trascorse con le mie vaporose amiche.
E adesso aspettiamo di aggiungere un nuovo capitolo a questa pagina, nella speranza che non debbano passare altri 7 anni…

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